mercoledì 2 gennaio 2013

Lettera ad un bambino mai nato - Oriana Fallaci

Titolo: Lettera a un bambino mai nato
Autore: Oriana Fallaci
Pagine: 104

Voto: 

Mia madre è una donna e mamma meravigliosa, instancabile, amorevole, perfetta. Dopo aver letto questo libro però, ho desiderato ardentemente che lo avesse scritto lei, me lo avesse dedicato e me lo avesse fatto leggere ora che ho ventidue anni.. Glielo perdono solo perché è lei e perché senza di lei la mia vita sarebbe impossibile e vuota!
Ho deciso che, non so se e quando sarà, rileggerò il libro un giorno, quando aspetterò un bimbo e quando sarà mamma: è un libro doloroso, vero, ma ti mostra anche un mondo nuovo con una prospettiva lucida, obiettiva e toccante.
Per il tema trattato, prima di leggerlo ero consapevole che fosse un libro rivolto ad un pubblico femminile per il tema trattato, ma ero in dubbio se il pubblico fosse ulteriormente ristretto alle mamme o alle donne che avevano in qualche modo vissuto una gravidanza.. Ecco, non è stato così, anzi! In qualche modo, pur non essendo madre né avendo (fortunatamente) sperimentato una gravidanza sono riuscita ad identificarmi con la voce narrante, ho sentito quasi mia la creatura che le cresceva in grembo, ho approvato e disapprovato il suo modo di agire e pensare, ho sofferto con lei alla perdita del 'bambino mai nato'.
Rimandavo da sempre la lettura di questo libro, più che altro perché mi ero convinta che la lettera mi avrebbe annoiato, avrei faticato ad arrivare alla fine.. Quanto mi sbagliavo! Ti cattura, ti ferisce, ti graffia e non ti lascia fino a quando non hai finito di leggerla..
Ho adorato il modo di parlare della Fallaci all'embrione che si sta sviluppando, il suo modo di considerarlo (come penso sia normale!) parte innegabile e indivisibile di sé e soprattutto il presentare in modo disincantato il mondo che accoglierà il bambino: un posto brutto, cattivo, in cui sarà necessario lottare con le unghie e con i denti per ottenere ciò che ci appartiene di diritto e che non regalerà e darà per scontato niente.
Commovente il momento del 'processo', in cui mi è venuto un gran desiderio di urlare e prendere le difese dell'accusata.. Quando poi il bambino parla, si difende e dice la sua, ho provato un'ondata di calore incredibile e ho sentito di amare profondamente la Fallaci..
Un'opera molto breve, ma assai memorabile; forse una lettura 'obbligatoria' per tutte le donne in primis, per le mamme in particolare e magari anche per gli uomini che, anche se padri, non possono comprendere fino in fondo cosa voglia dire avere una creatura che cresce dentro di sé..
E se un giorno tu me lo rimproverassi gridando "Chi te l'ha chiesto di mettermi al mondo, perché mi ci hai messo, perché?"

Un uomo non resta incinto e, a proposito, dimmi: è un vantaggio o una limitazione? Fino a ieri mi sembrava un vantaggio, anzi un privilegio. Oggi mi sembra una limitazione, anzi una povertà. v'è un che di glorioso nel chiudere dentro il proprio corpo un'altra vita, nel sapersi due anziché uno.

Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più divertente che arrivare: quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto.

Un giorno io e te dovremmo discutere un poco su questa faccenda chiamata amore. Perché, onestamente, non ho ancora capito di cosa si tratti. Il mio sospetto è che si tratti di un imbroglio gigantesco, inventato per tener buona la gente e distrarla.

Conoscerai l'ingiustizia quanto la violenza: devo prepararti anche a questo.

Dovevi resistere. Dovevi combattere, vincere. Hai ceduto troppo presto, ti sei rassegnato troppo alla svelta: non eri fatto per la vita.

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